29 aprile 2024

Konstandinos Kavafis in Italia




Oggi, 29 aprile, ricorre il giorno della nascita e della morte di Konstandinos Kavafis (Alessandria d’Egitto 1863-1933).


Le sue poesie sono state tradotte in una pletora di lingue.


Anche in Italia un notevole numero di traduttrici e traduttori, nonché poeti, hanno dato il proprio contributo nel farci conoscere l’opera del poeta alessandrino, a cominciare da Filippo Maria Pontani per All'insegna del Pesce d'Oro (Milano 1956) – edizione con un ricordo di Giuseppe Ungaretti




Riporto di seguito una lista, seppur parziale, di volumi dedicati alla poesia di Kavafis, sapendo che ogni traduzione è un tassello in più che ci aiuta a comporre il mosaico della sua poetica:


Poesie e prose 

Konstantinos Kavafis

A cura di Renata Lavagnini e Cristiano Luciani

Bompiani (2021)


Poesie scelte

Traduzione di Nicola Crocetti

Crocetti Editore (2020)


Tutte le poesie 

Konstandinos Kavafis (1863-1933)

A cura di: Maria Paola Minucci

Donzelli editore (2019)


• Poesie scelte

A cura di: Roberto Capel Badino
Aiora Libri (2019)


Poesie 

A cura di: Andrea Di Gregorio

Garzanti (2017)


Eroi, amici e amanti 

Konstantinos Kavafis (1863-1933)

A cura di: Tiziana Cavasino

Dalai Editore (2006)


Un'ombra fuggitiva di piacere

A cura di: Guido Ceronetti

Adelphi Edizioni (4° edizione, 2004)


44 poesie

a cura di: Tino Sangiglio, 

Edizioni del Leone (1993)


Settantacinque poesie

A cura di: Margherita Dalmàti e Nelo Risi 

Einaudi editore (1992)




E ho anche un regalo per voi, un numero della storica e diletta rivista Foroellenico dedicato proprio a Kavafis (a cura dell’Ufficio Stampa dell’Ambasciata di Grecia in Italia) >>>


https://www.puntogrecia.gr/wp-content/uploads/sites/6/2023/07/Kavafis.pdf






Senza la traduzione abiteremmo province confinanti con il silenzio. 

George Steiner




23 novembre 2023

ELOGIO DELL’IRREQUIETEZZA - la trilogia di Dimitris Lyacos

 


Titolo: POENA DAMNI


Autore: Dimitris Lyacos

Traduzione di: Viviana Sebastio

Editore: Il Saggiatore

Anno: 2022

Pagine: 328







ELOGIO DELL’IRREQUIETEZZA 
Indagini critiche su Poena Damni di Dimitris Lyacos 

a cura di Donato Di Stasi


  1. Incipit. Ci sono libri che dicono poco e libri che dicono troppo: i primi appartengono al genere balneare, o del dormiveglia e non conta farne menzione; i secondi inquietano lo spirito, sfidano la ragione, sollecitano l’immaginazione a destarsi dall’anestesia di massa. A questa seconda genìa appartiene la trilogia, Poena Damni, che leggiamo nella magnifica traduzione di Viviana Sebastio, capace di ricreare in italiano il denso impasto linguistico dell’originale greco, opera di un autore di straordinaria potenza espressiva, Dimitris Lyacos.

Si tratta di un libro drammaticamente vero e frugiferante in tempi di desertificazione della letteratura: un prosimetro (prose e poesia) in tre volumi che ci lascia entrare in una civiltà distopica e ci fa camminare lungo i bordi dell’abisso, dove la totalità, l’intero, il senso di insieme delle cose sono andati perduti. Davanti allo sguardo si affastellano lamiere marcite, tralicci spezzati, pezzi e pezzi di asfalto, materassi sventrati, fosse comuni, ospedali-prigione, città-cimitero, treni lanciati verso il nulla, sentimenti che non riescono più a stare al mondo: l’autore che raccoglie questi frantumi non si perde d’animo e accende i suoi poemi-fiammiferi, gettandoli nelle tenebre assolute. Con quale effetto? Lo decide il lettore, avendo tra le mani i testi-fenice che possono rinascere dalle loro ceneri, se solo se ne comprende la ricchezza. Nelle pagine di Poena Damni le ombre spingono per diventare luce, i recessi dell’inconscio premono per diventare discorso, le maschere mostruose della città distopica bramano il ritorno all’umano, le passioni scaraventate nel sottosuolo reclamano il ritorno in superficie. Dunque un prosimetro dai tratti metafisici, ambientato fra la Zona Morta e l’Esilio, incentrato sulla necessità di restituire un senso agli eventi e alle esistenze individuali e collettive.

26 settembre 2023

Il sogno del poeta e del traduttore


Titolo: In un tempo di eterno presente

Autore: Eleftheria Sapountzi

Traduzione di: Viviana Sebastio

Editore: Ensemble

Anno: 2022

Pagine: 106


Titolo originale: 
Σε χρόνο αιωνίως ενεστώτα

Editore greco: Αλεξάνδρεια, 2003.






recensione di Nicola Basile

psicologo, psicanalista


Una voce torna da un lontano passato, chi la esprimeva non è presente ma un corpo sonoro la rende viva. È l’intreccio che viviamo quando la tessitura della poesia, fa breccia nel rumore della vita e ottiene ascolto. Poesia e sogno richiedono entrambi tessitura, ascolto e silenzio, affinché possano essere creati e narrati. Essi vivono di continui rimandi: la poesia permette al lettore di avvicinare l’assente fino a sentirlo pelle della propria pelle; il secondo porta in dota l’assenza di un tempo distinto e sollecita il passato a farsi odierna esperienza e l’oggi a mescolarsi con il dimenticato.
Italo Calvino imparava le poesie a memoria affinché esse potessero riemergere dalla dimenticanza rendendo la realtà segno dell’onirico. (1) Rilke scrive "le storie del Buon Dio" (2) affinché esse potessero essere narrate ai bambini. Lo scrivente narra le fiabe che ha letto e che si sono sedimentate nella sua memoria per uscire mai uguali a se stesse affinché l’ascoltatore le renda vive nel suo desiderio.

30 giugno 2023

In viaggio con Omero e Kazantzakis

Dal molo di Leggi la Grecia, una triplice proposta di lettura con nuove uscite editoriali sotto il marchio di Crocetti (ora in Feltrinelli).

 


Titolo: Viaggi in Giappone e in Cina
Autore: Nikos Kazantzakis

Traduzione di: Gilda Tentorio

Editore: Crocetti

Genere: Non-fiction

Anno: 2023

Pagine: 250

Anche in e-book


Titolo originale: Ταξιδεύοντας: Ιαπωνία - Κίνα

Editore greco: εκδ. Ελ. Καζαντζάκη 



Nel 1935 Nikos Kazantzakis realizza un sogno: visitare l’Estremo Oriente. Dopo una traversata in nave, che tocca anche Ceylon, Singapore e Hong Kong, lo scrittore viaggia in treno, attraversa le città a piedi o in risciò. Vuole “far pascolare” i suoi cinque sensi in piena libertà, assorbire suoni esotici, colori sgargianti, profumi delicati e odori nauseabondi, e soprattutto toccare quel mondo così lontano. In Giappone esplora le origini del teatro No, la perfezione dei giardini, la cerimonia del tè, l’eroismo dei samurai, la grazia delle geishe e lo squallore dei quartieri della prostituzione. Ma dietro all’incanto dei fiori di ciliegio, con sottile inquietudine Kazantzakis riconosce la forza di un Paese in pieno sviluppo industriale, che si affaccia con orgoglio e prepotenza sullo scacchiere mondiale. Nel “formicaio giallo” della Cina resta impressionato dall’immensità del territorio e dal caos sociale. Nella Città Proibita riflette sulla vanità del tempo: dinastie e imperi passano, la Cina resta, eterna. È un mistero ancestrale, forza ribollente pronta a esplodere dietro al sorriso più mite, terra di antinomie, caratterizzata da una bellezza più ruvida e terrigna del vicino Giappone. Ovunque Kazantzakis dialoga con vecchi e giovani, persone semplici e intellettuali, monaci e mandarini, imprenditori e geishe, un’umanità variegata che gli restituisce il sapore di una saggezza antica.


[dal sito della casa editrice]

03 aprile 2023

Fuori dalle mura

di Enzo Di Brango

Graecia capta ferum victorem cepit” sentenziò Orazio nelle sue epistole convenendo che “artes intulit agresti Latio”; insomma Roma si preparò a diventare impero grazie alla cultura sussunta dei greci. Due millenni dopo, messe da parte le ambizioni imperiali (fortunatamente) la letteratura neogreca ha molto da offrire ai lettori non solo romani. Parliamo di due opere poetiche di per sé molto diverse ma entrambe immerse in quella cultura ancestrale ellenica ricca di grazia e, anche per questo, facilmente fruibile “fuori delle mura di Atene”. 

A ciò è necessario aggiungere la perizia, la bravura e la capacità divulgatrice di Viviana Maglio Sebastio, traduttrice di entrambi testi qui raccontati. Le spesso incomprensibili leggi del mercato relegano, quando va bene, il traduttore in citazioni che troppo di frequente passano inosservate al primo sguardo (non è il caso tuttavia del volume edito da Ensemble che cita la Sebastio in copertina: rara avis di cui felicitarsi con la casa editrice) non rendendo giustizia a una categoria che non fa sforzo solo di conoscenza tecnica ma che, per rendere fruibile un prodotto letterario, spesso ricorre ad abilità artistiche che con leggerezza molti ignorano. 


27 marzo 2023

Linee spezzate. Storia di Agata

 

Titolo: Linee spezzate. Storia di Agata

Autore: Agathì Dimitrouka

Traduzione di: Giovanna Vacca

Editore: Palermo University Press

Anno: 2022

Pagine: 208


Titolo originale:
Πουλάμε τη ζωή χρεώνουμε τον θάνατο

Editore greco: Patakis





Με τον Αντάρη κόκκινο να τραγουδάει τα νιάτα 

(“Con Antares rosso che canta la gioventù”) Nikos Gatsos



Il molo di Leggi la Grecia ospita bella “gioventù”, quella di NIATA”, la collana che nasce all’Università degli Studi di Palermo col proposito di far circolare opere letterarie  della Grecia moderna, tradotte in italiano dai giovani laureati dell'Ateneo palermitano – "NIATA" in greco significa appunto “gioventù”

In loro rappresentanza incontriamo Giovanna Vacca, che ci propone la lettura di un’opera da lei stessa tradotta: Linee spezzate. Storia di Agata, di Agathì Dimitrouka. 

Buona lettura!

23 febbraio 2023

Il silenzio che parla

 


Titolo: Il silenzio è la mia lingua
Autore: Argyris Sfountouris
Traduzione di: Sarina Reina
Editore: Asterios 
Anno: 2022
Pagine: 160





λος ο κόσμος δεν βαραίνει όσο ένα παιδικό δάκρυ.
Nulla pesa più della lacrima di un bambino. 
A. Sfountouris 

Da: Λογοκρισίες (Logokrisies, 2014)



Il silenzio è la mia lingua, è un libro di Argyris Sfountouris, scrittore di origine greca, che ha vissuto il dramma dell’occupazione tedesca e dell'eccidio della popolazione di Dìstomo. 

Questo consiglio di lettura arriva sul molo di Leggi la Grecia grazie a Sarina Reina, la traduttrice dell’opera (pubblicata da Asterios in versione parziale).


Argyris Sfountouris non ha ancora compiuto quattro anni quando, il 10 giugno 1944, soldati delle truppe d’occupazione tedesca in Grecia, irrompono nel suo paese natale, dando inizio a un massacro che farà contare 218 vittime civili. A settant’anni di distanza Sfountouris scrive una serie di lettere a se stesso bambino per ripercorre i drammatici anni successivi all’eccidio di Dístomo, che lo videro ospite di orfanotrofi prima ad Atene e poi a Ekáli, fino al trasferimento a Trogen in Svizzera, presso un villaggio costruito appositamente per accogliere orfani di guerra da tutta Europa. 


01 dicembre 2022

Gli Accartocciati - storie di infanzia, adolescenza e crescita




Titolo: Gli Accartocciati


Autore: Thodoris Koukias

Traduzione di: Constantina Mavrou

Illustrazione di copertina di Silvia Baroncelli

Editore: MIMebù

Genere: romanzo di formazione

Anno: 2022

Pagine: 208


Disponibile in e-book

Titolo originale: Το μουσείο των αποξηραμένων συναισθημάτων

Editore greco: Κέδρος





Se la vita ti tratta come una cartaccia, è ora di scriverci sopra la tua storia



Sono felice di poter ospitare sul molo di Leggi la Grecia, Constantina Mavrou, traduttrice e fondatrice di LEgGICICon la sua visita Constantina Mavrou ci porta in dono Gli Accartocciati, il nuovo libro di Thodoris Koukias, da lei tradotto per MIMebù edizioni.

Continuate a leggere il post e ne saprete di più dalle parole della stessa traduttrice (e chi meglio di lei?):

Nefeli sente di non appartenere a nessun posto e a nessun gruppo, a volte nemmeno a sé stessa. È come se i colori nella sua vita stessero sbiadendo, assorbiti da uno di quegli acchiappacolore che sua madre usa in lavatrice. La sindrome di Asperger ha fatto guadagnare a Ionas il titolo di adolescente più strano della scuola. Forse non è in grado di allacciarsi le scarpe o sorridere, ma ha un’intelligenza impressionante. E soprattutto non mente mai. Poi c’è Adela, bella e indipendente. Per lei solitudine e discriminazione non sono novità, dal momento che per i suoi compagni è solo “l’albanese”. Essere outsider avvicina i tre amici, ma li rende anche un facile bersaglio per chi si sente minacciato dalla loro diversità (dalla quarta di copertina di Gli Accartocciati).