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03 aprile 2023

Fuori dalle mura

di Enzo Di Brango

Graecia capta ferum victorem cepit” sentenziò Orazio nelle sue epistole convenendo che “artes intulit agresti Latio”; insomma Roma si preparò a diventare impero grazie alla cultura sussunta dei greci. Due millenni dopo, messe da parte le ambizioni imperiali (fortunatamente) la letteratura neogreca ha molto da offrire ai lettori non solo romani. Parliamo di due opere poetiche di per sé molto diverse ma entrambe immerse in quella cultura ancestrale ellenica ricca di grazia e, anche per questo, facilmente fruibile “fuori delle mura di Atene”. 

A ciò è necessario aggiungere la perizia, la bravura e la capacità divulgatrice di Viviana Maglio Sebastio, traduttrice di entrambi testi qui raccontati. Le spesso incomprensibili leggi del mercato relegano, quando va bene, il traduttore in citazioni che troppo di frequente passano inosservate al primo sguardo (non è il caso tuttavia del volume edito da Ensemble che cita la Sebastio in copertina: rara avis di cui felicitarsi con la casa editrice) non rendendo giustizia a una categoria che non fa sforzo solo di conoscenza tecnica ma che, per rendere fruibile un prodotto letterario, spesso ricorre ad abilità artistiche che con leggerezza molti ignorano. 


12 marzo 2020

Eleftheria Sapountzì e la Libertà in un tempo di eterno presente

Eleftherìa in greco vuol dire Libertà ed Eleftherìa Sapountzì, nella sua breve vita, ha dato pieno senso al proprio nome. La sua Libertà risiedeva nella capacità di esprimersi con intensità e naturalezza attraverso la poesia e il teatro, nell’appagare la sua grande sete di vita tramite l’arte e la conoscenza, nell’agire sempre con grande generosità d’anim.
Ho conosciuto la poesia di Eleftherìa Sapountzì grazie a un suo amico di vecchia data, al quale sono riconoscente per questo, sebbene univoco purtroppo, incontro.
Forse perché nata solo due mesi prima di lei, ho nutrito sin da subito una grande curiosità per quel volto impresso su quattro polaroid. Il suo sorriso tra i monti, che si distende libero come ali di libellula e rivela candide file di perle, il suo sguardo di seta lucente e di lama dorata, resi immortali dalla pellicola, esprimono già a prima vista una smisurata sete di vita e un’intelligenza fuori dall’ordinario.