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4 0tt0bre 2019

Vassilis Vassilikos, dall'orgia del potere alla Grecia della Troika
intervista di Matteo Nucci 

Cinquant’anni fa, alle due del mattino del 21 aprile 1967, i colonnelli Georgios Papadopoulos, Nikolaos Makarezos e Ioannis Ladas, annunciavano il colpo di Stato. Tutto era filato liscio per dei militari di seconda fascia abituati a muoversi nell’ombra. Fin dalla sera, i carri armati avevano occupato i grandi viali progettati per la città ottocentesca. Truppe scelte avevano preso il controllo dei centri di comunicazione e del Parlamento. Paracadutisti si apprestavano ad atterrare sul ministero della Difesa. Erano mesi che, in gran stile e con l’assenso del re Costantino II, si preparava il putsch militare. Ma l’indecisione degli ufficiali maggiori e l’avvicinarsi delle elezioni previste per maggio spinse i militari di livello più basso a prendere le redini. Iniziavano 7 anni di dittatura oscurantista passata alla storia come “dittatura dei colonnelli”.

Vassilis Vassilikos, greco del nord (nato a Thasos, cresciuto a Salonicco) non aveva ancora compiuto 33 anni e non era ancora lo scrittore celebre per il romanzo che prese il nome dalla lettera dell’alfabeto (Z sta per “zi”, che in greco significa “vive”), a cui in Italia venne aggiunto il sottotitolo L’orgia del potere. Tradotto in tutto il mondo sull’onda della trasposizione cinematografica di Costa-Gavras, il libro sarebbe diventato il manifesto della lotta greca per la libertà. Eppure era stato scritto prima del golpe. Gli avvenimenti da cui prendeva spunto risalivano al 1963, all’omicidio per mano di estremisti di destra di Grigoris Lambrakis, “il Matteotti greco” ...


11 giugno 2019

Gazmend Kapllani è poeta, scrittore e giornalista. Vive a Boston e insegna all’Università di Harvard. Attivista per i diritti umani, si è laureato in Grecia, dove ha insegnato Cultura moderna albanese ed è stato editorialista per Ta Nea, una delle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Se visitate la sua bacheca di Facebook, noterete che i suoi post sono in greco, inglese, albanese e a volte persino in italiano, lingua che padroneggia con stile.



La sua prima pubblicazione, “Breve diario di Frontiera” (Del Vecchio), ha vinto nel 2017 il “Premio Internazionale Città di Cassino LETTERATURE DAL FRONTE” ed è stato tradotto in numerose lingue. Il libro racconta la sua vita in Albania durante il regime dittatoriale di Enver Hoxha e la sua coraggiosa fuga verso la libertà, verso la Grecia.




24 maggio 2019

Thomas Tsalapatis è poeta, critico letterario e autore teatrale. Nato ad Atene nel 1984, si sente pienamente cittadino greco ed europeo, così come si muove a suo agio nelle varie manifestazioni europee dedicate alla letteratura, dove è spesso invitato. 

Nel 2011 pubblica L’alba è un massacro signor Krak (Ekati, Atene), che gli vale il Premio Nazionale per la Letteratura come scrittore esordiente. 
Nel 2018, riceve il Premio InediTO - Colline di Torino nella sezione Poesia, con la raccolta Circostanze, al Salone del Libro di Torino.
Le sue poesie e prose – il suo stile fa lo slalom fra i generi letterari – sono comparse in traduzione in varie lingue.

Conosco Thomas Tsalapatis da diversi anni e grazie alla reciproca stima e fiducia siamo riusciti a pubblicare anche in Italia parte del suo lavoro. Da pochi mesi a questa parte, infatti, L’alba è un massacro signor Krak è arrivato anche nelle nostre librerie, con l’indispensabile complicità dell’Agenzia letteraria Edelweiss, della Casa Editrice XY.IT e del loro innamoramento per l’opera di Thomas.

Bando alle ciance ora, eccovi la mia intervista a Thomas Tsalapatis...




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